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Medicina preventiva

Secondo i dati dell’OMS l’86% dei decessi, il 77% delle perdite di anni di vita in buona salute ed il 75% delle spese sanitarie in Europa ed in Italia sono causati da alcune patologie (malattie cardiovascolari, tumori, diabete mellito, malattie respiratorie croniche, problemi di salute mentale e disturbi musco-scheletrici) che hanno in comune fattori di rischio modificabili, quali il fumo di tabacco, l’obesità, l’abuso di alcol, lo scarso consumo di frutta e verdura, la sedentarietà, l’eccesso di grassi nel sangue e l’ipertensione arteriosa.
Eliminando i fattori di rischio si potrebbe evitare almeno l’80% di tutti i casi di cardiopatia, ictus, diabete di tipo 2 ed inoltre si potrebbe prevenire più del 40% dei tumori.
Nella maggior parte dei casi ereditiamo il nostro stato di salute dalle nostre scelte di stile di vita. Ognuno di noi ha la possibilità di scegliere il proprio futuro in termini di salute, adottando opportune misure di prevenzione.

La prevenzione primaria agisce prima della comparsa della malattia, tende ad impedire l’esposizione ad un fattore di rischio, ad esempio il consiglio di non fumare; impedisce gli effetti dell’esposizione ad un fattore di rischio, ne è esempio la Vaccinazione contro il Papilloma Virus; agisce sull’ambiente con azioni di bonifica, come la rimozione dell’amianto e, sull’uomo, l’educazione sanitaria.
La prevenzione secondaria agisce durante il periodo di latenza clinica della malattia attraverso un accertamento diagnostico precoce che ne consente l’evidenziazione in una fase asintomatica su un uomo o una donna apparentemente sani attraverso gli screening.
La prevenzione terziaria agisce dopo l’insorgenza della malattia con interventi tesi al recupero ed alla riabilitazione dell’uomo invalido, inabile, convalescente, ammalato.
Lo screening  (to screen= passare al settaccio) è l’indagine di una condizione patologica effettuata a tappeto su un’intera popolazione (popolazione bersaglio) in cui statisticamente è massima l’incidenza della malattia oggetto della ricerca. Si basa su una diagnosi biochimica (PSA, SOF) o strumentale (RX, mammografia, colonscopia) e non clinica, perché la malattia che si cerca non è ancora in grado di produrre sintomi riconoscibili. È uno degli strumenti più importanti della prevenzione.
Il cancro della cervice uterina, della mammella  e del colon-retto sono tre tra i più frequenti tumori che colpiscono la popolazione italiana. La loro storia naturale può essere modificata dagli screening. In alcuni casi lo screening riesce ad evitare l’insorgenza del tumore, in altri può salvare la vita; quando questo non è possibile, la diagnosi precoce consente comunque di effettuare interventi poco invasivi e non mutilanti.

Per questi motivi FISDE è da anni impegnato a dare il proprio contributo per la promozione della salute dei propri iscritti con il conseguente invito ad aderire ai  Programmi di medicina preventiva attivati.
È opportuno che l’adesione ai Programmi di prevenzione venga dai soci discussa con il proprio medico che, conoscendone stili, abitudini di vita e fattori di rischio, potrà essere una guida sicura nel consigliare i percorsi più opportuni e personalizzati oltre ad accompagnarli negli eventuali approfondimenti diagnostico-terapeutici.

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